Questo trekking con il cane 🐕 al Monte Pelmo probabilmente è stata un dei più entusiasmanti che abbiamo percorso, fino ad ora, insieme ad Astrid! L’Anello Zoldano è un’escursione molto suggestiva, gli scorci e i panorami che questo percorso regala, con viste mozzafiato del Monte Pelmo e del Monte Antelao, arricchiti dai colori dell’autunno, lo rendono davvero un trekking meraviglioso sulle Alpi Bellunesi.


N.B. Purtroppo, quando lo abbiamo percorso noi (01/11/2024) un pezzo del sentiero CAI 493 era interessato da una frana. Noi lo abbiamo percorso lo stesso, ma bisogna prestare molta attenzione nell’attraversamento della frana.
Aggiornamento 13/11/2025: le notizie riferiscono che la frana sia ancora presente e il sentiero 493 impraticabile. Ti consigliamo di partire da Loc. Sagui e prendere il sentiero 471, che porta direttamente al Punto Panoramico
Il Percorso
1. La partenza e il panorama sul Pelmo
Il trekking con il cane al Monte Pelmo inizia a Malga Livan (1550m), vicino alla quale trovi anche un piccolo parcheggio. Si imbocca il sentiero CAI 456, inizialmente asfaltato, proprio a sinistra della malga. Dopo circa 1km trovi un bivio, dove dovrai prendere la via a sinistra, il sentiero 493 con direzione Rifugio Venezia.
Il sentiero sale in mezzo al bosco, dove compaiono i primi larici. Dopo un breve tratto, la visuale si apre a sinistra su una radura, mentre a destra trovi il Tabià Belvedere (1752m), con alle spalle il Monte Penna. Qui abbiamo fatto la nostra prima breve sosta per uno spuntino e per goderci un po’ la vista.
Proseguendo, ci si inoltra di nuovo nel bosco, ma davanti a te, tra gli alberi, inizierà a comparire la visione del Monte Pelmo. Ti possiamo assicurare che già questi scorci in mezzo ai larici ti faranno già sospirare di impazienza. Dopo circa 1,5km arriverete ad un punto panoramico da togliere il fiato, che si apre definitivamente sull’imponente Monte Pelmo.
La magia di questa cima è difficile da descrivere a parole. Vederlo lì, davanti a te, ispira davvero un senso di maestosità incredibile.

N.B. Circa a metà di questo tratto si trova la frana che ha colpito un buon segmento del sentiero 493. Circa 200m prima della frana vera e propria si trovano le transenne che chiudono il sentiero. La frana in realtà si attraversa abbastanza facilmente, prestando attenzione ovviamente. Ma dalla parte opposta, per scendere dalla frana e tornare sul sentiero, c’è una ripida discesa di circa 7m che può essere molto scivolosa. Noi l’abbiamo fatta utilizzando i rami degli alberi come sostegno, ma lasciando libera Astrid.
2. Verso il Rifugio Venezia
Dal punto panoramico il sentiero 493 diventa 471 e prosegue per altri 2,5km circa, in costante salita, ma con pendenza leggera, su comoda sterrata, fino al Rifugio Venezia, a 1947m (il Rifugio è aperto solo da metà giugno a metà settembre circa). La vista è a dir poco sensazionale: da un lato incombe il Monte Pelmo e dall’altra il Monte Antelao.


N.B. Per evitare la frana, si può prendere il sentiero 471 in località Sagui, per arrivare direttamente al punto panoramico e proseguire poi sullo stesso sentiero, fino al Rifugio Venezia.
3. Il ritorno aggirando il Monte Penna
N.B. Se arrivi da Sagui, evitando così la frana sul sentiero 493, ti conviene ritornare indietro per la strada dell’andata. L’anello che descriviamo qui di seguito conduce a Zoppè di Cadore e ti costringerebbe a passare per la frana per raggiungere il bivio per Sagui
Dopo aver goduto dei panorami, ci sono 2 possibilità: o tornare indietro per la stessa via o fare un anello che, passando per i pascoli e di nuovo nel bosco, cirmunaviga il Monte Penna dal versante opposto rispetto all’andata, fino al bivio iniziale. Noi abbiamo scelto questo percorso, che è forse meno facile rispetto alla prima metà perché passa per tratti un po’ paludosi, con sentieri meno segnati (ma comunque facilmente intuibili) e con saliscendi che, effettivamente, dopo 6km già percorsi, si fanno sentire.
Se vuoi intraprendere l’anello, dal Rifugio Venezia dovete tornare al crocevia con la segnaletica CAI che indica il sentiero 475, verso i pascoli.

Il sentiero attraversa i pascoli verso il Monte Penna, passando alcuni tratti un po’ paludosi (in cui prestare un minimo di attenzione per non scivolare e non immergere completamente le scarpe nei ristagni di acqua) in mezzo ai pini mughi. Si inoltra poi di nuovo in un bosco, molto più aperto rispetto a quello attraversato all’andata, con il Monte Penna sempre sulla vostra destra. Il sentiero non è sempre perfettamente visibile sul terreno, ma troverai sempre i segnavia bianchi e rossi del CAI sugli alberi.
Dopo circa 2km dal Rifugio Venezia, si arriva ad un incrocio dove è importante tenere la destra, per imboccare il sentiero 493. Trovi l’indicazione su un albero.
Da qui inizia forse la parte un po’ più faticosa del percorso, perché il sentiero prosegue nel bosco tagliando anche una radura piena di rigagnoli d’acqua, scendendo di diversi metri, ma risalendo poi di nuovo fino alla forcella Campestrin a 1856m. Di per sé non è nulla di complesso, ma arrivando dai km già percorsi, su di noi si è fatta sentire!

Dalla forcella si prosegue dritto lungo il sentiero 493 in direzione Le Fraine. Il percorso magari regala scorci meno spettacolari, ma il silenzio, la pace e i colori dell’autunno del bosco regalano comunque molta soddisfazione. Il sentiero 493 da qui in avanti rimane nel bosco e scende fino a ricongiungersi al 456, nello stesso crocevia incontrato sulla via di andata. Da notare che in questo tratto ci siamo imbattuti in diverse orme di ungulati nel fango, sul sentiero principale. Meglio non lasciare i cani liberi in questa parte del percorso. A questo punto, non resta che l’ultimo km per tornare a Malga Livan.
Per quanto sia bello e appagante vedere il proprio cane libero in natura, data la presenza di altre persone, altri cani e potenziale selvatico, per questo trekking abbiamo optato per tenerla con il guinzaglio di 3m tutto il tempo.
Abbiamo scelto questa escursione con il cane al Monte Pelmo dopo aver letto i consigli di questo articolo, a cui ti rimandiamo se vuoi leggere di più su questo trekking: A spasso con Uma – da Zoppè di Cadore al Rifugio Venezia
Info pratiche
- 🥾 Anello 13 km
- 🧗♂️ Dislivello 500 m
- 🅿️ Malga Livan (Google Maps)
- 🕐 5h
- 📆 Primavera – Autunno (in Autunno regala i colori migliori)
- ❗ Non c’è acqua lungo il percorso
Il percorso è di media difficoltà, con un dislivello di poco più di 500m, con alcuni saliscendi soprattutto nella seconda metà del percorso. Si svolge su sentiero sterrato, in parte in mezzo al bosco in parte in mezzo ai prati.
Noi abbiamo percorso l’anello in poco più di 5h, escludendo le soste.
In generale, non presenta difficoltà eccessive né punti esposti. I sentieri sono tutti ben riconoscibili, nonostante i tratti della seconda parte si perdano talvolta nell’erba. I segnavia sugli alberi sono sempre presenti e visibili.
Frana a parte (con la speranza che possano riuscire un giorno a rimettere il tratto in sicurezza), bisogna prestare un po’ di attenzione al ritorno nei tratti un po’ paludosi. Nessuna difficoltà evidente per i cani. Questo trekking con il cane al Monte Pelmo è consigliatissimo in autunno, quando il giallo e l’arancio del foliage danno un tocco di atmosfera in più alla già magnifica presenza del Pelmo.
I consigli per percorrerlo con il cane
Il percorso è abbastanza lungo, nonostante non sia tecnicamente difficile e con un dislivello ben distribuito. Quindi, valuta attentamente le condizioni fisiche e lo stato di salute del tuo cane prima di intraprenderlo. E’ comunque richiesto un minimo di preparazione fisica per percorrerlo.
Non troverai sorgenti di acqua lungo il sentiero. Portane una scorta anche per il tuo cane.
Per affrontare il trekking nel migliore dei modi, ti consigliamo di avere:
- una lunghina o un guinzaglio estendibile, come questo, per dare un po’ più di spazio al tuo cane quando possibile
- una pettorina, magari con maniglia, tipo questa, per una maggiore area di supporto in caso necessitasse di un aiuto
- una borraccia o una ciotola pieghevole. E’ importantissimo mantenere il cane idratato. Noi, ad esempio, ci troviamo benissimo con questa ciotola e questa borraccia
Potrebbe interessarti anche:




















































Lascia un commento